Marocco

Sono atterrata a Tangeri, con la paura che fosse un viaggio troppo impegnativo da affrontare da sola. Ma il calore del popolo marocchino, i colori incredibili delle città, le architetture affascinanti e i panorami mozzafiato mi hanno fatto ricredere fin dal primo giorno.

In un mese e mezzo ho percorso oltre 2.252 km principalmente in bus. Un viaggio che mi ha portata dal rintocco delle campane dell’unica chiesa del Marocco a Tangeri, ai vicoli stretti e pittoreschi di Fes, dalle “monkey fingers” nella valle del Dades all’alba dorata nel deserto di Merzouga, fino alle ventose e affascinanti spiagge di Essaouira.

Mi sono innamorata di questo Paese, e poche righe non basterebbero per raccontarlo davvero. Potete leggere la mia esperienza completa qui.

Se state programmando un viaggio in Marocco, vi lascio un solo consiglio: visitate Marrakech come ultima tappa. Lo stesso suggerimento era stato dato a me, e ora capisco il perché. La prima volta che ci sono arrivata, dopo solo dieci giorni nel Paese (dovevo raggiungere marito che sarebbe atterrato per proseguire il viaggio insieme), avrei voluto scappare: venditori insistenti, tassisti che ti seguono… la tipica atmosfera da città super turistica, dove sembra non esserci più spazio per la gentilezza e l’ospitalità.

Ma tornando a Marrakech a fine viaggio, quando ormai avevo imparato a “trattare con i marocchini”, come mi avevano anticipato, l’ho vissuta con occhi nuovi. Ed è successo: me ne sono innamorata

Chefchaouen

Ci sono diverse teorie sul motivo per cui Chefchaouen sia dipinta di blu. La più diffusa racconta che furono gli ebrei sefarditi, rifugiatisi qui nel XV secolo, a introdurre il colore azzurro come simbolo del cielo e della spiritualità. Altri dicono che il blu servisse a tenere lontane le zanzare, altri ancora che le donne dipinsero le pareti per "rinfrescare" nelle giornate estive.

Un viaggio: Tre città, Tre curiosità

Fes

Fes el-Bali è considerata una delle più grandi aree pedonali del pianeta. Più di 9.000 vicoli formano un labirinto in cui non possono entrare né auto né motorini: ci si muove solo a piedi, con asini e carretti che fanno da “mezzi di trasporto”. Inoltre, nella Medina, ha la sede l'Università di al-Qarawiyyin, fondata nell’859 e riconosciuta come la più antica università ancora attiva al mondo.

Agadir VS Essaouira

Durante il viaggio abbiamo ricevuto opinioni contrastanti su quale città fosse più bella, così abbiamo deciso di visitarle entrambe. Agadir è moderna, con una medina completamente ricostruita post terremoto, sembra la“Miami del Marocco”. Essaouira, al contrario, ha un fascino antico: la medina è ancora intatta, i vicoli sembrano sospesi nel tempo e il vento che la attraversa le dona un’anima unica e inconfondibile.